Io sono Bella Giovanna Waithera

Ciao, 

io sono Bella Giovanna Waithera, ed ho appena 10 giorni di vita.

In questo momento mi sento sicura, perché sono tra le braccia delle persone che mi hanno accolto con tanto amore e trepidazione.

La mia storia è dolorosa, ma il Signore non mi ha abbandonato e lasciato morire dove la mia

mamma mi aveva deposto preparando la mia tomba coperta con una pietra.

Subito dopo essere nata, la mamma mi ha scavato una buca nella foresta di Ndaragwa,

mi ha messo dentro coprendomi con una grossa pietra. Mi sentivo mancare l’aria...tremavo

come una foglia, io bimba seppellita viva, ho visto sorella morte che si sedeva accanto a me

accarezzandomi dolcemente. 

La mia mamma è scappata come una ladra. In quella foresta ci sono molti animali feroci,

ero una preda pronta a morire La mia placenta mi ha salvato mantenendomi in vita, dandomi

la forza di strillare, facendomi sentire da un uomo che camminava in cerca di legna.

Mi ha raccolto, pulito dalla terra con delicatezza di un padre, mi ha avvolto con la sua giacca

e mi ha portato nella casa dei bambini a Ndaragwa. Le suore mi hanno donato una coperta e

mi hanno portato subito al dispensario per poi trasferirmi al grande ospedale della città per curarmi e tagliarmi la placenta.

La mia permanenza all’ospedale è stata bella, le infermiere si sono prese cura di me, mi hanno curato, medicato gli ematomi che avevo e mi hanno nutrito.

Le suore di Ndithini al sentire la storia hanno aperto il loro cuore, hanno chiamato le sorelle

di Ndaragwa e dopo alcuni giorni, sr Milly con sr Teresa, sono venute a prendermi.

All’Ospedale mi hanno chiamato Bella e solo dopo hanno aggiunto Giovanna Waithera, due

grandi donne che hanno amato i bambini.

Qui a Ndithini alla madre Ippolita childrens home mi sono sentita subito sicura, qui crescerò,

 troverò sicurezza e attenzione.

Oggi per me comincerà una nuova vita.

Voglio fare un appello a tutte le mamme di non uccidere i bambini  o farli soffrire. Io mi sento

un po’ come Gesù,  racchiusa nella tomba con una grossa pietra, e come Gesù sono rinata

grazie alla generosità di una persona che ha avuto pietà di me.

Cosa sarà della mia vita? Quale futuro avrò?.

Sono certa, qui crescerò e avrò un futuro, ma devo pregare per le mie suore che ogni giorno

si fanno mendicanti per tutti i bimbi, ragazzi e ragazze di Madre Ippolita, perché tutti possano

avere un futuro e una casa dove abitare.

Grazie a chi mi allungherà la mano per accogliermi e donarmi il bacio benedetto della divina

Provvidenza.

Con affetto.

Piergiorgio ITT Ferraris - Verona

redazione social

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